Un giorno mi si è presentata chiedendomi di fare la mia scelta, senza farmi notare però che sarebbe stato, in caso di assenso, un viaggio senza ritorno…

Non immagino neanche cosa sarei disposto a fare per poter ricordare dentro quali pensieri mi nascondevo da bambino per non sentire certe cose. La città odorava di festa, aveva un profumo di una città che vive fuori da tutto, era un mondo ambiguo, ipnotico e inverosimilmente da quello che potrebbe essere il pensiero comune della massa dei numeri che tiene in piedi la società, senza regole dettate o schemi fissi.
C’era in tutti noi del gruppo la voglia di visitare nuovi posti, allargare i propri orizzonti e le fantasie ....

Nella magica camera di Masha
di Luciano A. Laffi

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